Di crisi non se ne parla più, ma ciò non toglie che le casse degli enti pubblici siano ai minimi storici. Eppure a Pescara l’immagine pare contare sempre più, e per le cene di gala i consulenti o i restauri dei palazzi i soldi spuntano sempre, alla fine. Circa 60mila euro, ora, verranno spesi dalla Provincia per un restyling della Sala dei Marmi.
“La forma prima della sostanza”, commenta la consigliera provinciale Antonella Allegrino (Idv), che spiega: “la Sala dei Marmi che sta per essere in parte rinfrescato, per espresso volere della Presidenza del Consiglio e dei consiglieri di maggioranza. Nei fatti si sta provvedendo a fornire l’Ente di un nuovo sistema di amplificazione, voto e computo delle presenze che costerà circa 40.000 euro, quanto al look, la spesa arriva a circa 17.000 euro ma riguarda solo le nuove poltrone dei consiglieri. Un costo eccessivo per 34 poltroncine per cui sarebbero stati consultati noti negozi di design di Pescara, forse per renderle oltre che più confortevole e invitanti, anche più modaiole”.
Imbellettare la sala del Consiglio pare sia stato un bisogno palesato appena dopo l’insediamento della Giunta Testa: “Quando non erano ancora delineati i profili dell’attività amministrativa e le urgenze a cui sopperire”, continua la Allegrino, “e oggi, a oltre un anno di governo quel bisogno è diventato talmente forte per il presidente Giorgio De Luca che l’atto, almeno quello su amplificazione e voto è già approdato in Commissione Bilancio e presto verrà portato in Consiglio Provinciale, malgrado il momento economico che stanno vivendo il territorio e l’Ente e le tante situazioni rimaste in sospeso sul fronte occupazione, sviluppo ed economia che da mesi e mesi aspettano di essere sposate dai consiglieri di maggioranza con la stessa premura a cui si sta provvedendo alla scelta delle poltroncine, non solo in Consiglio Provinciale, ma soprattutto durante il quotidiano lavoro delle Commissioni”.
I servizi lasciati scoperti dai precari, i progetti europei, la sede attesa dell’istituto alberghiero, il rilancio di Provincia e Ambiente, la Spa di cui la Provincia detiene il 78% delle quote che oggi ha 18 dei 23 lavoratori in cassa integrazione, queste le questioni più evidenti su cui la consigliera provinciale si aspetta decisioni e interessamento attivo da parte della maggioranza: “E’ comprensibile e condivisibile la necessità di sposare nuove tecnologie capaci di rendere più efficiente e meno caotico l’accesso pubblico all’Assise e il contributo democratico di ogni eletto alle sedute del Consiglio, ma la politica dovrebbe insegnare che si può fare tutto con la premura del buon padre di famiglia che non dovrebbe abbandonare mai un amministratore, nemmeno quando deve scegliere delle poltroncine da sostituire agli scranni, facendo in modo che alcune decisioni non stridano per tempi di realizzazione, utilizzo delle risorse pubbliche e valutazione delle priorità dell’azione amministrativa, come sta accadendo in questo caso”, conclude.
Pescara, 60mila euro per il restyling della Sala dei Marmi
Posted: 10 novembre 2010 in rassegna stampa, webEtichette: antonella allegrino, paradosso, provincia di pescara
Sviluppo Italia, irruzione dei dipendenti al workshop
Posted: 27 ottobre 2010 in rassegna stampa, webEtichette: Ass. Antonio Martorella, Crea Impresa, guerino testa, Regione Abruzzo, Sciopero al contrario, Sviluppo Italia
Continua e cresce di tono la protesta dei dipendenti, a fortissimo rischio licenziamento, di Sviluppo Italia Abruzzo: ieri pomeriggio a Pescara, nella sede della Fondazione PescarAbruzzo, hanno alzato la voce durante l’effettuazione del workshop organizzato nell’ambito del progetto “Crea impresa”, finanziato dalla Regione Abruzzo, alla presenza del presidente della Provincia pescarese Guerino Testa e dell’assessore provinciale al Lavoro, Antonio Martorella.
L’obiettivo dei manifestanti è quello di convincere i vertici della Regione ad assorbire la loro società, specializzata nella concessione di agevolazioni finanziarie alle aziende di lavoro autonomo, microimpresa e franchising, prima che la fatidica data del 31 dicembre mandi tutti a casa, senza disporre neanche degli ammortizzatori sociali. I tempi sono ormai strettissimi, e la preoccupazione dei lavoratori di perdere il loro posto è decisamente alta.
I dipendenti di Sviluppo Italia Abruzzo, durante il workshop pescarese da loro interrotto con la pacifica irruzione, hanno detto di essere solo all’inizio, che continueranno insomma ad esprimere la loro protesta finchè sarà necessario, finchè non verrà trovata una soluzione per loro positiva. E per aumentare l’interesse nei confronti della loro vertenza hanno deciso di adottare una particolare forma di manifestazione: «Attueremo -spiega Paola Aluisi, componente della rappresentanza sindacale aziendale- uno sciopero al contrario. Insomma lavoreremo, perché vogliamo continuare a garantire un servizio e, intanto, continueremo ad intervenire durante i dibattiti pubblici con le istituzioni per smuoverle dall’inerzia che le contraddistingue».
«Noi precari discriminati al Centro impiego»
Posted: 25 ottobre 2010 in rassegna stampa, webEtichette: centro per l'impiego, guerino testa, paradosso, precari, provincia di pescara, responsabilità
Denuncia al presidente Testa degli ex dipendenti della Provincia
PESCARA. Tornano a farsi sentire gli ex precari della Provincia, dallo scorso 28 settembre senza un posto di lavoro dopo anni alle dipendenze dell’ente. Tornano a farsi sentire, dopo proteste e sit-in, con una lettera aperta al presidente Guerino Testa per denunciare «un inqualificabile episodio verificatosi il 21 ottobre al Centro per l’impiego di via Passolanciano». «In qualità di disoccupati iscritti al Centro per l’Impiego, regolarmente prenotati in data 28 settembre 2010 per fruire dei servizi specialistici di orientamento, consulenza, preselezione nei panni di utenti, ci siamo riattivati per trovare lavoro, presentandoci presso il Cpi per partecipare al workshop: “Come scrivere un buon cv”. Fonte: portale del settore lavoro e formazione professionale della Provincia di Pescara www.pescaralavoro.it. Secondo quanto specificato sul portale, si trattava di un seminario a partecipazione gratuita rivolto ai disoccupati in cerca di opportunità lavorative. Non era richiesta la prenotazione. Nel gruppo erano presenti, oltre a noi, altri utenti che sapevano di essere stati convocati per un colloquio di orientamento. E quindi sono stati convocati per gli adempimenti previsti dal decreto legge 297/02? O per il workshop sul cv? Si invitano i cittadini non avendo chiaro quale servizio fornire? Intendiamo far rilevare come è gestito adesso un servizio specialistico, portato avanti per anni da professionisti selezionati e qualificati! La nostra presenza immediatamente ha sortito interpretazioni provocatorie, tanto è vero che siamo stati “cacciati” perché “senza prenotazione”. Siamo stati doppiamente discriminati sia come cittadini disoccupati che come ex dipendenti della Provincia di Pescara. Ci rendiamo conto che i servizi debbano essere espletati e che in qualche modo vadano ricercate delle soluzioni. Altresì ci rendiamo conto che ciò poteva essere evitato con un’assunzione di responsabilità politica ed amministrativa da chi oggi cerca affannosamente strategie alternative e nuovi strumenti. Auspichiamo risposte chiare e concrete».
Firmato: Pierluigi Baldassarre, Roberto Capitanio, Concetta Costantini, Nino Di Berardino, Paola Di Carlantonio, Paola Di Giacinto, Anna Di Marcantonio, Marisa Di Marzio, Maria Pia Di Quinzio, Francesca Fadda, Angela Farinaccia, Sabrina Maccarone, Christian Marini, Roberta Orsini, Loredana Pacifico, Rosa Paolini, Antonella Pieramico, M.Ludovica Proietti, Orietta Quadraroli, Giuseppe Rossi, Raffaella Ussorio, Simona Veresani.
Tra i firmatari c’è anche chi, dopo la notizia delle preselezioni della Provincia per 100 posti in fast food e sale giochi, ha voluto rimarcare: «Cento assunzioni entro Natale, 66 precari mandati a casa a settembre. A conti fatti, l’attivo occupazionale sul territorio pescarese è di 44 unità. Come mai la Provincia esprime tanta soddisfazione adesso per un’offerta di lavoro che nei mesi passati non avrebbe avuto tanto rilievo? Viene quasi il sospetto che sia una strategia di marketing per coprire l’interruzione dei servizi specialistici che si è generata dopo il licenziamento dei precari».
Provincia di Pescara: 100 posti di lavoro sotto l’albero di Natale
Posted: 24 ottobre 2010 in comunicati, rassegna stampa, webEtichette: comunicato stampa, marketing, precari, provincia di pescara, rispetto
100 assunzioni entro Natale, 66 precari mandati a casa a settembre.
A conti fatti l’attivo occupazionale sul territorio pescarese è di 34 unità.
Come mai la Provincia esprime tanta soddisfazione adesso per un’offerta di lavoro che nei mesi passati non avrebbe avuto tanto rilievo?
In molte altre occasioni questo è stato lavoro di ordinaria amministrazione svolto senza clamore dai precari che oggi incrementano le file dei disoccupati.
Viene quasi il sospetto che sia una strategia di marketing per coprire l’interruzione dei servizi specialistici che si è generata dopo il licenziamento dei precari.Forse i disoccupati meritano più rispetto!!!
Pescara Centro per I’ Impiego: gli ex precari della Provincia ora discriminati come utenti
Posted: 23 ottobre 2010 in rassegna stampa, webEtichette: centro per l'impiego, comunicato stampa, precari, servizi
Gli ex precari della provincia di Pescara con la presente denunciano un inqualificabile episodio verificatosi nella mattinata del 21/10/2010 alle ore 9,30 presso il Centro per l’Impiego di Pescara in via Passolanciano, 75.
In qualità di disoccupati, regolarmente iscritti al Centro per l’Impiego, regolarmente prenotati in data 28/09/2010 per fruire dei servizi specialistici di orientamento, consulenza, preselezione, ecc…nei panni di utenti (perché adesso siamo tali e come tali vogliamo essere considerati), ci siamo riattivati per trovare lavoro, presentandoci presso il CPI per partecipare al workshop: “Come scrivere un buon cv” – Fonte: Portale del Settore Lavoro e Formazione Professionale della Provincia di Pescara www.pescaralavoro.it.
Secondo quanto specificato sul portale si trattava di un seminario a partecipazione gratuita rivolto ai disoccupati in cerca di opportunità lavorative. Non era richiesta la prenotazione.
Nel gruppo erano presenti, oltre a noi, altri utenti che sapevano di essere stati convocati per un colloquio di orientamento. E quindi sono stati convocati per gli adempimenti previsti dal decreto legge 297/02? O per il workshop sul cv ? Si invitano i cittadini non avendo chiaro quale servizio fornire?
Il workshop era tenuto da Adelina Pietroleonardo, direttrice del Centro per l’Impiego di Pescara, che negli ultimi periodi gentilmente si presta a svolgere molteplici ruoli per sopperire alle carenze organizzative dopo la “cacciata” dei precari.
Il nostro non è un attacco personale alla Sig.a Pietroleonardo, che sicuramente è molto provata dal notevole carico di lavoro, ma intendiamo far rilevare come è gestito adesso un servizio specialistico, portato avanti per anni da professionisti selezionati e qualificati!!!!
La nostra presenza immediatamente ha sortito interpretazioni provocatorie, tanto è vero che senza mezze parole siamo stati “cacciati” perché “senza prenotazione e quello che stava avendo luogo era un incontro specifico per il colloquio di orientamento riservato a chi era stato contattato”.
Gli utenti convocati sono rimasti interdetti dalla nostra cacciata, a tal punto che, quando siamo usciti, alcuni di loro ci hanno seguiti.
La nostra testimonianza non può essere messa a tacere sia per le emozioni dolorose che abbiamo provato e sia, soprattutto, per l’impatto sui cittadini di una procedura non chiara ed equivoca.
Siamo stati doppiamente discriminati sia come cittadini disoccupati che come ex dipendenti della Provincia di Pescara.
Ci rendiamo conto che i servizi debbano essere espletati e che in qualche modo vadano ricercate delle soluzioni. Altresì ci rendiamo conto che ciò poteva essere evitato con un’assunzione di responsabilità politica ed amministrativa da chi oggi cerca affannosamente strategie alternative e nuovi strumenti per rispondere ai compiti istituzionali che è chiamato a gestire.
Inviamo quanto sopra da liberi cittadini al Presidente Testa, come richiesto da lui pubblicamente, ad altri rappresentanti istituzionali e agli organi di stampa.
Auspichiamo risposte chiare e concrete come cittadini qualsiasi, senza discriminazione alcuna!!Pierluigi Baldassarre, Roberto Capitanio, Concetta Costantini, Nino Di Berardino, Paola Di Carlantonio, Paola Di Giacinto, Anna Di Marcantonio, Marisa Di Marzio, Maria Pia Di Quinzio, Francesca Fadda, Angela Farinaccia, Sabrina Maccarone, Christian Marini, Roberta Orsini, Loredana Pacifico, Rosa Paolini, Antonella Pieramico, M.Ludovica Proietti, Orietta Quadraroli, Giuseppe Rossi, Raffaella Ussorio, Simona Veresani
Leggi l’articolo originale pubblicato su Leggimi.eu
Leggi anche ”Noi discriminati due volte” su AbruzzoWeb
E ancora “Porta in faccia agli ex precari della Provincia” su CityRumors
TG3-Assemblea regionale dei precari della PA, indetta dalla CGIL FP Abruzzo
Posted: 23 ottobre 2010 in videoEtichette: fp-cgil, precari, provincia di pescara, video
Il danno e la beffa. Da ex precari a utenti: messi alla porta
Posted: 22 ottobre 2010 in rassegna stampa, webEtichette: centro per l'impiego, precari, servizi
La brutta avventura dei lavoratori della Provincia cacciati dal Centro per l’Impiego
Si sono presentati a un workshop su come scrivere un buon curriculum; sono stati mandati via perchè senza appuntamento. Una decina di ex precari della Provincia, fuoriusciti da un mese, sono tornati ieri sul luogo del “delitto”, al Centro per l’Impiego di via Passolanciano dove molti di loro hanno lavorato anche per 9 anni. Disoccupati, hanno vestito i panni degli utenti, di chi si rimette in fila per trovare un lavoro. Una presenza certo provocatoria, ma che per loro vale a dimostrare come tutto non stia funzionando per il meglio. Così è per le informazioni trasmesse sul portale del Centro per l’Impiego. Sul sito “Pescara lavoro” era annunciato, per ieri, un workoshop di orientamento per un curriculum efficace. Indicati gli orari e la “partecipazione gratuita”; non la necessità di una prenotazione. Così, gli ex precari si sono presentati nella sala workshop a via Passolanciano, come avrebbero potuto fare altri utenti; da lì sono stati mandati via perchè senza prenotazione. O meglio, non si trattava di un workshop, come indicato sul sito, ma di colloqui di orientamento rivolti a chi era stato convocato. «Informazioni non chiare», dicono gli ex precari che ieri sono stati mandati via; ma così ha detto anche una ragazza accompagnata dalla mamma: «Mi hanno convocato per un colloquio, ma non mi hanno detto per cosa», chiedeva appena entrata nell’aula. Sul centro per l’impiego di Pescara si erano accesi anche i riflettori nazionali della Cgil. «Più di un anno fa avevamo inserito il centro di Pescara, insieme ad altri 5 in Italia, in un progetto pilota- aveva spiegato in un’assemblea il segretario nazionale Fp Cgil Fabrizio Fratini-. Quello che doveva essere il punto di partenza di un’esperienza virtuosa è diventato un esempio di dispersione di competenze».
Pubblica amministrazione,monta la rabbia dei precari
Posted: 22 ottobre 2010 in rassegna stampa, Uncategorized, webEtichette: fp-cgil, precari, provincia di pescara
Nasce da Pescara il coordinamento nazionale
Dal luogo-simbolo della “cacciata” dei precari parte il movimento che mette insieme i lavoratori in-stabili della pubblica amministrazione. Nel Palazzo della Provincia di Pescara, da cui meno di un mese fa sono fuoriusciti 66 lavoratori, si è svolta ieri l’assemblea promossa dalla Fp Cgil per puntellare la nascita del coordinamento regionale dei precari del pubblico impiego. Abruzzo apripista: l’onda, passando per le altre regioni, approderà alla costituzione di un coordinamento nazionale precari Fp Cgil. L’obiettivo è unire le forze di storie diverse ma accomunate da un destino di incertezza: insieme, per contare di più di fronte al rischio di un’emorragia che potrebbe scattare già a fine anno. Potrebbero essere un migliaio gli espulsi tra Regione, Province, Comuni, Asl. «Non possiamo perdere tempo, siamo agli sgoccioli -ha detto Carmine Ranieri, Fp Abruzzo- Alla Regione i primi contratti scadranno a metà novembre. E’ un’emergenza che riguarda i lavoratori precari, con alle spalle tanti anni di lavoro, ma che colpisce pure la qualità dei servizi pubblici erogati». A indicare le strade su cui muoversi c’era ieri il segretario nazionale Fp Cgil, Fabrizio Fratini: «Il primo obiettivo è non far fuoriuscire i precari entro il 31 dicembre, attraverso proroghe dei contratti. Nel frattempo occorre avviare accordi di stabilizzazione». Già fuoriusciti 66 precari della Provincia di Pescara, in barba a un accordo sottoscritto nel 2008 e anche dopo nove anni di lavoro: per loro la battaglia proseguirà sulle vie legali. Ma le spine del precariato, che svilisce professionalità e servizi, non sono un’eccezione pescarese. «La Provincia di Teramo ha costituito una società in house, in cui sono stati applicati contratti del commercio -dice Monia Pecorale, Fp Teramo- : ingnegneri inquadrati come capomacellai; avvocati come aiuto vetrinisti». «A dicembre 2009 sono stati mandati a casa i primi venti precari -racconta Nicola, Rsu Provincia di Chieti-, a dicembre prossimo altri 60, con prevedibile paralisi dei servizi: potremmo non avere chi spargerà il sale sulle strade, chi porterà i mezzi spazzaneve». Anni a rincorrere il posto fisso, a lavorare e formarsi per poi perdere tutto. «Dal 2001 abbiamo superato quattro prove selettive pubbliche, abbiamo lavorato per l’ente e seguito corsi di formazione costati soldi pubblici. Tutto è finito un mese fa, quando anzichè rispettare l’accordo di stabilizzazione siamo stati mandati via», ha raccontato con le lacrime agli occhi Ludovica, una dei 66 precari della Provincia di Pescara.
Silus a rischio, “uno schiaffo morale a famiglie e persone disabili”
Posted: 15 ottobre 2010 in webEtichette: disabili, precari, servizi, SuperAbile
Parla Andrea Squartecchia, fratello di Francesco Pio, 22 anni, giovane affetto da una lieve forma di ritardo del linguaggio e dell’apprendimento. “Compromesso il percorso di emancipazione delle persone disabili”
PESCARA – Il servizio di inserimento lavorativo per le utenza svantaggiata rischiano di fermarsi a causa del mancato rinnovo dei contratti di lavoro di 5 operatori specializzati. È questa la preoccupazione di Andrea Squartecchia, fratello di Francesco Pio, 22 anni, giovane affetto da una lieve forma di ritardo del linguaggio e dell’apprendimento. “Si tratta – spiega – della struttura del Settore Lavoro e Formazione della Provincia di Pescara che eroga agli utenti in condizioni di svantaggio servizi specialistici. Sono esperti e psicologi che accolgono l’utenza, ne accertano i requisiti, avviano la fase di orientamento e valutano le diverse opportunità di formazione e/o lavoro”. Sono tra i 66 precari dell’Amministrazione Provinciale che nei mesi scorsi perso il lavoro (contratti non rinnovati). “Se il servizio ordinario di tipo più amministrativo per l’inserimento occupazionale è stato preservato, quello specialistico, che per le persone con svantaggio risulta essenziale, sembra non trovare giusta considerazione nelle scelte, a mio avviso pesantemente discriminatorie, delle politiche economiche di quanti sono deputati, politici ed amministratori, alla gestione delle risorse pubbliche”.
Andrea chiede alle istituzioni una riflessione comunitaria attorno al tema della disabilità che certo non riguarda solo il fratello Francesco ma molte altre persone. “Con il mancato funzionamento di questo fondamentale servizio territoriale – sottolinea -, il percorso di emancipazione sociale delle persone in questione risulta ancor più doloroso o addirittura compromesso. L’Abruzzo, già duramente colpito, come il resto delle regioni italiane, dalla crisi occupazionale, conferma, tuttavia, una mancata progettualità politica in termini di integrazione sociale della diversabilità. Sono ancora troppo poche le Aziende, gli enti e le Cooperative Sociali sensibili all’inserimento professionale di soggetti diversamente abili. Del tutto scarne le proposte dell’Offerta Formativa Regionale e Provinciale con corsi di formazione speciali. Le leggi 381\91 e 68\99 sembrano ai più sconosciute. L’interruzione del Servizio Silus – conclude – , in un contesto già difficile come quello dell’impiego pescarese-abruzzese, si materializza come schiaffo morale inflitto a famiglie e persone, già duramente provate da sofferenze di vario genere e che attendono dalle istituzioni senso di considerazione e di supporto materiale”.
Inserimento lavorativo, il Silus di Pescara rischia lo stop. Mancano operatori
Posted: 15 ottobre 2010 in webEtichette: disoccupazione, precari, servizi, silus, SuperAbile
La Provincia non rinnova i contratti dei lavoratori precari. Un fiore all’occhiello della pubblica amministrazione che si occupava della presa in carico delle fasce più deboli è fermo. In un anno accolti circa 500 disabili, avviati al lavoro circa un centinaio
PESCARA – Era un servizio efficiente e funzionante il Silus della provincia di Pescara che in media accoglieva e seguiva 500 disabili l’anno e ne inseriva nel mondo del lavoro presso aziende private ed enti pubblici almeno un centinaio. Da fine settembre però la struttura è a rischio paralisi perché la Provincia non ha rinnovato il contratto di lavoro a cinque operatori specializzati precari che insieme ad altri 61 collegi del centro per l’impiego dal 27 settembre sono stati costretti a rimanere a casa. La vicenda raccontata dagli organi di informazione regionale sembra al momento non avere soluzione. Intanto nel Servizio di inserimento lavorativo utenza svantaggiata operano solo in tre: una direttrice, un impiegato addetto alle pratiche burocratiche e al rilascio della certificazione per gli utenti, un’impiegata addetta al controllo dei prospetti informativi delle aziende obbligate ai sensi della legge 68/99. Manca invece il lavoro dei tre assistenti sociali, di un sociologo e uno psicologo che in équipe fornivano accoglienza, orientamento e preselezione, organizzavano tirocini e promuovevano reti territoriali di inserimento lavorativo. Un servizio di front office che partiva dalla decodifica dei bisogni espressi dagli utenti, l’identificazione della capacità lavorative e valutazione della competenze. Se queste non erano spendibili in ambito lavorativo si procedeva alla realizzazione di tirocini formativi finalizzati alla ricerca e inserimento lavorativo. Gli operatori infine si occupavano anche dell’aiuto nella stesura di un curriculum e nella preparazione a un colloquio di lavoro.
Una procedura personalizzata che teneva conto delle esigenze e capacità delle singole persone con disabilità, fisica, sensoriale e psichica, oltre che degli ex detenuti ed ex tossicodipendenti. Un fiore all’occhiello della pubblica amministrazione che si occupava della presa in carico delle fasce più deboli della società che però ora è fermo. “Il nostro – spiega uno degli operatori rimasti a casa – è un servizio istituzionale che al momento non è stato ancora riattivato. Siamo arrabbiatissimi e disorientati, dopo che dal 2001 lavoravamo nel Silus, ci aspettavamo di essere assunti e invece dal 27 settembre siamo a casa per cessazione del contratto. Con il taglio dei lavoratori sono fermi i servizi per i cittadini e per i disabili i quali hanno bisogno di un supporto che adesso non c’è più. Il servizio – conclude – non si garantisce la procedura per l’inserimento di utenti svantaggiati e gli operatori presenti in sede non sono in grado di soddisfare le richieste degli utenti e le liste di prenotazione”.
Intanto i sindacati premono con il lavoro di mediazione nei confronti della Provincia per trovare una soluzione. Secondo quanto riportato dal blog:http://precariprovinciapescara.wordpress.com, Cisl, Confsal e Csa hanno proposto alla commissione provinciale Politiche del lavoro presieduta da Sergio Fioriti, di creare una società pubblica in grado di riassorbire i precari e garantire la continuità dei servizi. La riposta della Provincia però sembra poco chiara. L’impressione è che sia ancora lontana la conclusione della questione e che continueranno a tempo indeterminato i problemi per gli utenti dei centri per l’impiego e del Silus.



